Una mostra al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano che esplora città, tecnologia e lavoro a partire dai documenti dell’Associazione Archivio Storico Olivetti, intesi come materia viva con cui entrare in relazione. Tra poster, mappe, fotografie e macchine storiche della computazione, il percorso restituisce la dimensione materiale e temporale dei dati, prima che diventassero dataset per l’intelligenza artificiale.
L’allestimento, costruito attraverso il riuso e la riconfigurazione di oggetti e materiali, mette in dialogo archivio e dispositivi tecnologici, rivelandone i meccanismi interni e il ruolo nel ridefinire il rapporto tra lavoro, conoscenza e spazio urbano. Al centro della mostra, OLO, agente conversazionale allenato sulla base di conoscenza dell’Archivio e sui contenuti della rivista Mangrovia, invita il pubblico a fermarsi e attivare una conversazione critica sul presente.
Le opere



Materiali dell'Associazione Archivio Storico Olivetti
La selezione di materiali dell’Archivio Storico Olivetti in mostra attraversa un arco temporale che va dagli anni Trenta agli anni Settanta del Novecento. Nell’area dedicata alla città, i materiali raccontano Ivrea e il Canavese come laboratorio di pianificazione integrata. Fotografie di architetture industriali e residenziali, mappe e piani regolatori, come gli studi per la Valle d’Aosta del 1943 o il piano urbanistico di Ivrea del 1955, mostrano come sviluppo produttivo, organizzazione dello spazio urbano e qualità della vita fossero pensati in modo unitario. Le immagini degli stabilimenti e dei quartieri per i dipendenti restituiscono una visione della fabbrica e della città progettate a misura d’uomo. La sezione lavoro mette in evidenza la dimensione sociale dell’impresa. Schede assistenziali del Fondo Burzio (anni Trenta), materiali sindacali come la comunicazione sulla riduzione dell’orario di lavoro del 1956, locandine di iniziative culturali e lettere editoriali testimoniano un modello fondato su welfare, partecipazione e crescita culturale. Accanto a questi, strumenti e oggetti legati alla produzione, come kit di manutenzione e materiali d’uso quotidiano, restituiscono la concretezza dell’esperienza lavorativa. Nell’area tecnologia sono presentati oggetti e dispositivi che segnano tappe fondamentali nella storia della computazione e del design industriale. Dalle macchine da calcolo come la Divisumma 24 (1956) ai primi elaboratori elettronici come l’Elea 9003 (1959), fino al Programma 101 (1965) e alla macchina per scrivere elettronica ET 221 (1979), emerge il ruolo pionieristico di Olivetti nello sviluppo di una tecnologia avanzata, affidabile e orientata all’uso umano.



OLO
OLO è un agente conversazionale sviluppato a partire dalla base di conoscenza dell’Associazione Archivio Storico Olivetti e dai contenuti della rivista Mangrovia. È progettato per interrogare il presente attorno ai temi della città, della tecnologia e del lavoro.
Realizzato da TIM Enterprise, con interfaccia progettata dal Possible Entanglements Lab del Politecnico di Torino e caratterizzazione a cura di Sineglossa, OLO è un esperimento sul ruolo che le intelligenze artificiali possono avere nella co-produzione di conoscenza in un ecosistema guidato da esseri umani.
OLO è ospitato in Sala Plebisciti, dedicata alla celebrazione della deliberazione pubblica, in cui le posizioni si trasformano attraverso il dialogo. È un’entità “aliena”, altro da noi, che non cerca il consenso, ma il confronto. Non simula l’umano né fornisce risposte definitive. Quando viene attivato, ascolta le conversazioni che avvengono attorno a sé e le utilizza come innesco per stimolare negli interlocutori ulteriori reazioni. OLO agisce come dispositivo maieutico che stimola la dimensione del confronto, amplificando il ruolo del Museo del Risorgimento come spazio di dialogo tra istituzioni culturali e sperimentazioni digitali.
Il public program
Dialogo Dati Sensibili. Dall’archivio alla produzione di sapere contemporaneo
Con Elisa Alessio, Alessandro Bollo, Gaetano Adolfo Maria di Tondo, Anna Maria Marras, Modera: Federico Bomba
Sala Codici, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Piazza Carlo Alberto 8
Venerdì 17 aprile ore 18:00
Dialoghi pubblici con il chatbot OLO
a cura di Centro Studi THESEUS – Tecnologia, Società e Umanità del Politecnico di Torino
- Sabato 18 aprile ore 12.00
Il futuro del lavoro
Dialogano con OLO:
Gregorio Buzzelli, Politecnico di Torino, Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione
Matteo Tubiana, Politecnico di Torino, Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione
Armanda Cetrulo, Scuola Superiore Sant’Anna (Pisa) - Sabato 18 aprile ore 17.00
Dalla fabbrica urbana ai datacenter: fare e abitare la città al tempo delle infrastrutture digitali
Nel Novecento, la fabbrica era un elemento fondante del tessuto urbano: organizzava spazi, servizi, relazioni sociali. Ivrea ne è un caso emblematico. Oggi, le maggiori imprese tecnologiche materializzano la propria presenza in grandi datacenter, che da un lato paiono poco integrati nelle città che li ospitano, ma dall’altro incidono su energia, consumo di suolo e fiscalità locale. A partire da questo confronto, l’incontro riflette su fare e l’abitare la città al tempo delle infrastrutture digitali.
Dialogano con OLO:
Federica Joe Gardella, Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio, Politecnico di Torino,
Rossano Schifanella, Dipartimento di Informatica, Università di Torino,
Enrico Giacopelli, GStudio - Domenica 19 aprile ore 17.00
La rilevanza del design tra passato presente e futuro
L’esperienza dell’Olivetti è stata caratterizzata da una grande attenzione al design, non solo dei prodotti, ma anche della comunicazione, interna ed esterna all’azienda, nonché dei luoghi di lavoro di vita di chi faceva parte della comunità Olivetti. Che ne è oggi di quell’esperienza? E che relazione ha questa esperienza con il design oggi? È possibile dire che un certo approccio al design della Olivetti si sia oggi diffuso in molto altri ambiti, fuori dalle fabbriche?
Dialogano con OLO:
Elena Dellapiana (storica del design, Politecnico di Torino)
Matteo Moretti (designer dell’informazione, Sheldon Studio e Università di Sassari


Credits
Dati Sensibili è un progetto espositivo di Biennale Tecnologia, curato da Federico Bomba (Sineglossa), con technology partner TIM Enterprise (Rossana Grazia Simeoni, Luca Buriano, Antonino Casella, Bruno Totaro Durazzi), selezione del materiale d’archivio di Associazione Archivio Storico Olivetti (Antonio Perazzo, Enrico Bandiera), interfaccia del chatbot Possible Entanglements Lab del Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino (Elena Falomo, Eric Tron Gianet, Juri Sanni, Maria Luce Lupetti), caratterizzazione del chatbot Sineglossa, dataset del chatbot Associazione Archivio Storico Olivetti e archivio editoriale Mangrovia, mediazione culturale con chatbot a cura della redazione Mangrovia, allestimenti Studio GISTO (Alessandro Mason, Alice Fialà, Elena Festa), consulenza al progetto Giacomo Raffaelli.