Cosa sono gli archetipi
Come si rappresentano oggi competenze come empatia, forza, curiosità o saggezza?
Da anni, nella metodologia Be Your Hero, utilizziamo archetipi illustrati per aiutare adolescenti e giovani a riconoscere i propri “superpoteri”: competenze relazionali, emotive e trasversali che spesso sono difficili da nominare, ma che emergono nei comportamenti, nelle relazioni e nelle scelte quotidiane.
Be Your Hero è il progetto formativo ideato da Sineglossa per allenare le life skills attraverso esperienze collettive di sport e arte. Gli archetipi sono uno degli strumenti simbolici del percorso: aiutano i e le partecipanti a riflettere su sé stessi, osservare il proprio comportamento attraverso gli occhi degli altri e raccontare episodi della propria vita a partire da immagini e riferimenti condivisi.
Negli ultimi mesi, lavorando a una nuova edizione del campus, ci siamo accort3 che quegli archetipi non rappresentavano più fino in fondo il progetto. Per questo oggi cambiano, diventano ecosistemici, zoomorfi, meno antropocentrici e più vicini all’immaginario delle nuove generazioni.
Da dove nascono gli archetipi
Nella costruzione di questa metodologia e nella sua applicazione con diversi target di beneficiari, abbiamo utilizzato personaggi e riferimenti narrativi ispirati all’immaginario cinematografico e seriale per spiegare archetipi come l’esploratorə, lə saggiə, l’angelo custode o lə guerrierə.
L’obiettivo è stato sempre quello di semplificare concetti complessi attraverso il pensiero narrativo: usare figure riconoscibili e note nella cultura comune per aiutare i e le partecipanti a raccontarsi, riconoscere comportamenti ricorrenti e riflettere sulle proprie life skills.
Perché abbiamo deciso di cambiare
Il redesign dei nuovi archetipi nasce da due esigenze.
Da una parte, ci siamo res3 conto che alcuni riferimenti visivi e narrativi stavano diventando sempre meno condivisi dai e dalle beneficiarie del progetto. Attraverso il confronto con educatori ed educatrici formatɜ da Sineglossa alla metodologia Be Your Hero, abbiamo notato che molti dei riferimenti culturali usati per descrivere gli archetipi non venivano più riconosciuti.
Quando abbiamo chiesto quali fossero i loro riferimenti narrativi spontanei, e abbiamo iniziato a ragionare per caratteristiche archetipiche, sono emersi nuovi immaginari condivisi: per esempio Rufy di One Piece come esploratore indomito, oppure Yoda e Albus Silente come figure della saggezza. Abbiamo capito che il potenziale degli archetipi si esprime quando aiutano le persone a raccontarsi in modo personale, non quando propongono un modello da imitare. Per questo abbiamo scelto di far entrare quei riferimenti nel processo di revisione della metodologia.
In secondo luogo, il redesign risponde alla volontà di superare rappresentazioni troppo stereotipate di alcune qualità personali e caratteriali. La forza, per esempio, nei vecchi archetipi prendeva la forma di forza fisica ed era impersonificata da un lottatore. Volevamo invece allontanarci da immaginari umani, individualisti o competitivi, distanti dal modo in cui oggi immaginiamo forza, cura, relazione e trasformazione.
I nuovi archetipi
Ci siamo chiestɜ quindi: come rappresentare la forza senza utilizzare metafore belliche? E l’empatia senza ridurla a uno stereotipo umano? Come costruire personaggi meno legati agli stereotipi di genere e più vicini a una visione ecosistemica e relazionale? Come uscire da una visione troppo antropocentrica?
Da queste riflessioni sono nati i nuovi archetipi di Be Your Hero, che prendono ispirazione dal mondo animale e naturale:
- il Polpo rappresenta la saggezza e l’intelligenza diffusa;
- l’Albatros diventa simbolo di curiosità e osservazione;
- l’Ariete racconta il coraggio e l’energia, senza più il linguaggio del combattimento;
- l’Ape rappresenta la cura collettiva e l’empatia;
- la Lontra richiama il gioco, l’entusiasmo e la fiducia.
Lottatorə
Saggə
Esploratorə
Innocente
Angelo custode
Non solo restyling ma co-progettazione
Il lavoro sugli archetipi non è stato un semplice restyling grafico. Ogni personaggio è nato attraverso settimane di confronto tra progettazione educativa, illustrazione e sperimentazione collettiva.
La parola chiave che ha guidato il processo è stata “leggibilità”: nel ridisegnare gli archetipi, ci siamo chiestɜ: “Le persone capiscono subito cosa stanno guardando? Riescono a identificarsi? Riescono a usarlo per raccontarsi?” Una delle difficoltà principali è stata costruire figure percepite come neutre, evitando uno sbilanciamento troppo marcato verso codici maschili o femminili. Come racconta la designer Eleonora Rossi:
“La difficoltà maggiore è stata creare personaggi neutri. Ho cercato di inserire più elementi possibili in uno stesso archetipo, combinando caratteristiche considerate tradizionalmente maschili o femminili, ma anche spingendo sempre di più sulla componente animale per allontanarmi da una rappresentazione troppo umana.”
Eleonora Rossi, designer degli archetipi di Be Your Hero
Per questo ogni archetipo è diventato una composizione stratificata: occhi, bocche, posture, zampe, piume, tentacoli, ali e accessori convivono nello stesso personaggio creando identità ibride e non completamente definibili.
Tra tutti gli archetipi, l’Angelo Custode è stato quello che ha richiesto più revisioni. Nelle prime versioni l’ape si percepiva poco: il personaggio sembrava più vicino a un ragno o a una rana e la postura risultava ambigua, quasi danzante. Attraverso i feedback del team, il personaggio è stato progressivamente trasformato: le mani alzate sono diventate un gesto di abbraccio, il volto è stato reso più vicino all’immaginario dell’ape, le gambe hanno assunto il pattern a strisce tipico dell’insetto e l’intero archetipo è diventato più leggibile, neutro e rassicurante.
Come racconta ancora Eleonora Rossi:
“All’inizio alcuni archetipi avevano caratteristiche più inquietanti. Credo abbia influito anche la mia personale paura per gli insetti, soprattutto per le api. I feedback mi hanno aiutata a uscire dalla mia visione personale e a vedere i collage da un punto di vista esterno.”
Eleonora Rossi, designer degli archetipi di Be Your Hero
Un’ulteriore evoluzione del processo grafico è stata quando gli archetipi hanno smesso di essere immagini isolate e sono diventati un sistema. Vederli insieme ha permesso di costruire coerenze visive, equilibri e linguaggi comuni:
- accessori sul volto legati alle caratteristiche dell’archetipo
- pattern ricorrenti
- palette condivise
- equilibrio tra componente illustrata e fotografica
- bilanciamento continuo tra umano e animale
Ogni personaggio ha così acquisito un proprio elemento distintivo: la maschera-scudo del Lottatore, gli occhiali della Saggia, il binocolo dell’Esploratore, le cuffie dell’Angelo Custode, gli occhialetti dell’Innocente. Dettagli che non servono soltanto a rendere gli archetipi riconoscibili, ma anche a suggerire immediatamente comportamenti, attitudini e modi di stare nel mondo.
La prova più importante, però, è arrivata dai e dalle partecipanti. Dopo settimane di revisioni, feedback e confronti interni, i nuovi archetipi sono stati utilizzati durante una formazione online con cinquanta adolescenti del progetto Bella Storia. La tua. Ci interessava capire se quei simboli funzionassero davvero: se fossero leggibili, se attivassero identificazione, se aiutassero a nominare comportamenti ed esperienze. E la risposta è arrivata durante l’attività: i e le partecipanti hanno compreso i nuovi archetipi e sono statɜ in grado di raccontare episodi in cui avevano usato quei “superpoteri” nella propria quotidianità.
È stato lì che abbiamo capito che il redesign non era solo un lavoro estetico. Aveva funzionato come dispositivo pedagogico.