Di cosa si tratta
BE YOUR HERO è il format educativo ideato da Sineglossa per accompagnare giovani e adulti a scoprire i propri superpoteri attraverso Art Du Déplacement e soft skills. Nato come campus rivolto ad adolescenti, negli anni Be Your Hero ha incontrato diversi contesti, dalle scuole fino a un’edizione dedicata a un gruppo di minori stranieri non accompagnati, realizzata a Lucca nel maggio 2025.
Nel giugno di quest’anno la metodologia è tornata protagonista con lo Sport Camp che ha chiuso la prima annualità della seconda edizione di Bella Storia. La tua – il percorso triennale promosso da Fondazione Unipolis per sostenere la crescita e l’empowerment di giovani studenti in Calabria e Campania. Realizzato con il patrocinio del Comune di Pontecagnano Faiano, il camp ha messo lз partecipanti di fronte all’Art Du Déplacement, trasformando ogni ostacolo superato – tra corse, salti e arrampicate – nell’occasione per riconoscere un proprio superpotere.
Come racconta Tommaso Sorichetti, consulente formazione e ricerca di Sineglossa,
uno degli aspetti più sorprendenti dei camp Be Your Hero è l’emersione di un bisogno di ragazze e ragazzi, quello di avere
strumenti semplici che permettano di fermarsi. Il diario è uno degli elementi che piace di più: moltɜ partecipanti ci hanno raccontato di essersi sentitɜ bene durante quei tre giorni quasi senza utilizzare il cellulare, perché hanno avuto la possibilità di dedicare tempo a sé stessi e alle altre persone, senza la frammentazione e le continue distrazioni della quotidianità.
Tommaso Sorichetti, trainer del progetto Be Your Hero
Il diario di BYH infatti aiuta i e le partecipanti a riflettere sulle proprie competenze trasversali, ovvero i loro “superpoteri”, grazie agli archetipi – che abbiamo recentemente rinnovato -: Lottatorǝ, Angelo Custode, Innocente, Saggǝ ed Esploratorǝ incarnano comportamenti e qualità nei quali ragazze e ragazzi rivedono loro stess౩, agendo da strumenti simbolici che stimolano l’autoriflessione, l’osservazione del proprio comportamento attraverso gli occhi degli e delle altr౩ e il racconto della propria vita a partire da immagini e riferimenti condivisi.


Scoperta e sorellanza: il camp con SVS Donna Aiuta Donna
A luglio 2026 Be Your Hero ha incontrato per la prima volta un contesto di fragilità diverso, dove le protagoniste non erano adolescenti ma donne vittime di violenza.
Per tre giorni, negli spazi pubblici di Milano, si è svolto un camp Be Your Hero realizzato da Sineglossa e ADD Italia insieme a SVS Donna Aiuta Donna, con il patrocinio dell’Assessorato al Welfare e Salute del Comune di Milano. Il progetto si inserisce nel programma Bella Storia. La tua promosso da Fondazione Unipolis per offrire strumenti, relazioni e spazi affinché le partecipanti possano immaginare e costruire la propria storia, contrastando le disuguaglianze che limitano l’accesso alle opportunità.
La violenza di genere è una profonda forma di disuguaglianza strutturale nel modo in cui agisce sull’identità, sull’autostima, sul rapporto con il proprio corpo e con le altre persone.
Per questo motivo la metodologia Be Your Hero si è rilevata così efficace: grazie all’approccio esperienziale e non terapeutico, il camp ha integrato – senza sostituirsi – il lavoro già in corso delle operatrici antiviolenza, creando uno spazio in cui tornare a sentirsi capaci nel corpo, nelle relazioni, nel futuro che si riesce a immaginare.
Tre giorni per scoprire i propri superpoteri
Ogni mattina, dalle 8:30 alle 14, quattordici donne si sono messe in movimento negli spazi pubblici della città, praticando l’Art Du Déplacement. Uno sport senza punteggi, senza competitività, dove l’obiettivo non è arrivare prim౩, ma arrivare insieme.
Come negli altri camp di Be Your Hero, oltre all’attività fisica e al superamento degli ostacoli fisici (e mentali), ogni giornata includeva momenti di riflessione e di lavoro con gli archetipi. Ogni partecipante era invitata a riconoscere e nominare i propri superpoteri, cioè le risorse messe in campo durante l’attività: prima da sola, poi con uno scambio di diari, ognuna ha riconosciuto i momenti in cui si è comportata da Lottatrice, Esploratrice, Angelo custode, Innocente o Saggia, attraverso un riconoscimento reciproco basato sull’esperienza condivisa.
C’è chi racconta di aver scelto come proprio superpotere quello della Lottatrice “perché spesso non mi ci sento così”, chi si è ritrovata nelle qualità di Esploratrice e Lottatrice “perché non pensavo di avere il coraggio e la forza di fare questi esercizi”, chi ha scoperto che
fare fatica non necessariamente è negativo, anzi a volte insegna molto di più che vivere esperienze positive e semplici - d'altronde la vita è anche questo.
Un'operatrice di SVS Donna Aiuta Donna che ha partecipato al camp
Tra movimento, fatica condivisa e confronto, il cerchio dell’ultimo giorno si è chiuso come è cominciato, con la parola “sorellanza”, ma anche con la consapevolezza rinnovata di essere in grado di immaginare e costruire la propria storia.