Di cosa si tratta
Sono online i report che restituiscono gli esiti dei tavoli di lavoro che si sono svolti il 5 febbraio 2026 a Bologna, presso il DAMA – Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna, nell’ambito della tappa satellite di ArtLab Bologna dedicata al digitale e alle sfide dell’intelligenza artificiale nei processi culturali e creativi, evento dove Sineglossa è stata invitata a partecipare e a moderare uno dei tavoli di confronto sul tema “formazione e strumenti per la trasformazione digitale della cultura”.
I documenti raccolgono le riflessioni emerse durante i momenti di confronto tra istituzioni culturali, policy maker, ricercatorɜ, imprese creative e operatorɜ del settore, offrendo una restituzione articolata delle discussioni e delle prospettive emerse per il futuro dell’ecosistema culturale e creativo.
Come Sineglossa, la partecipazione all’evento di ArtLab si inserisce in un filone di studio e formazione già esplorato dall’organizzazione con l’attivazione di diversi percorsi didattici (Generative Heritage, Generativa, Rigenerativa) e studi specifici su come come il mondo creativo e culturale stia adottando l’intelligenza artificiale generativa (scarica l’indagine), anche nell’ottica della valorizzazione del proprio patrimonio (a riguardo, stiamo conducendo una ricerca in collaborazione con l’Università di Torino che pubblicheremo nei prossimi giorni e di cui avevamo anticipato alcune considerazioni).
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Cosa è emerso
Dalle conversazioni emerse nei tavoli di lavoro è uscito un quadro articolato delle trasformazioni in atto nel rapporto tra cultura, tecnologia e politiche pubbliche. I confronti hanno evidenziato come la vera sfida non sia soltanto dotarsi di nuove infrastrutture e strumenti digitali, ma soprattutto costruire ecosistemi di collaborazione tra istituzioni, ricerca, imprese culturali e creative e comunità professionali.
Accanto alle opportunità tecnologiche, si è discusso anche delle implicazioni culturali, etiche e organizzative dell’adozione dell’AI nel settore culturale: dalla necessità di attivare infrastrutture e dataset come risorse per la produzione culturale contemporanea, al ruolo della cultura nel definire valori e responsabilità nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, fino all’evoluzione delle competenze e dei modelli formativi necessari ad accompagnare la trasformazione digitale del settore.
In questo contesto si inseriscono le riflessioni sviluppate nei tavoli dedicati alle infrastrutture per la produzione culturale basata sull’AI e alle competenze e ai modelli emersi dalle recenti politiche di investimento, a cui Sineglossa ha preso parte.
AI Factory e l'ecosistema culturale
In qualità di invitata, Sineglossa ha partecipato al tavolo di lavoro “AI Factory e l’ecosistema culturale: progettare un’infrastruttura a servizio della produzione artistica e creativa”, a cura di ART-ER.
Al netto dei grandi investimenti degli ultimi anni nella digitalizzazione del patrimonio e nelle infrastrutture di calcolo avanzato, che ha posizionato l’Italia e l’Emilia-Romagna al centro delle capacità computazionali europee, il tavolo ha individuato la necessità di passare “dalla conservazione e dall’accumulazione dei dati alla loro attivazione culturale, simbolica e produttiva”, cercando dunque di rispondere alla domanda:
come trasformare queste infrastrutture e questi patrimoni in un ecosistema capace di generare nuova produzione culturale contemporanea, fattore competitivo per il tessuto socio-economico regionale e non solo ricerca tecnica o valorizzazione retrospettiva?
Uno dei fattore chiave individuati è la necessità di creare un’infrastruttura relazionale, capace di operare come piattaforma di alleanze tra artistɜ, sviluppatorɜ e istituzioni, il cui vero valore risiede nella qualità delle interconnessioni create, più che nell’accesso ad hardware o dataset. L’obiettivo è costruire un dialogo strutturato tra umanesimo e scienza, in cui le scelte tecnologiche siano informate da istanze culturali e sociali.
Altro tema essenziale emerso dal confronto è l’uso dei dataset culturali come nuova materia prima creativa e sull’abilitazione di processi di co-produzione in cui creativɜ e sviluppatorɜ lavorano in modo integrato, superando la separazione tra ideazione artistica e implementazione tecnica.
Non si tratta solo di usare l’AI come strumento di automazione o generazione, ma di interrogare come i modelli apprendono, cosa incorporano, quali visioni del mondo riproducono o mettono in crisi.
Dal report del Tavolo "AI Factory e l'ecosistema culturale"
Negli ultimi anni, Sineglossa ha indagato in tal senso i possibili usi dell’IA generativa con progetti artistici come The Models – installazione realizzata proprio durante una residenza artistica presso il DAMA – e molte delle opere presentate a Bologna durante la mostra Prompting The Real. Questi esperimenti artistici hanno portato al pubblico esempi inediti di come l’IA generativa non sia soltanto uno strumento ma una co-creatrice a tutti gli effetti.
Un altro aspetto emerso dal tavolo è stata “la necessità di promuovere una padronanza etica e consapevole dell’AI, evitando sia derive puramente applicative sia entusiasmi acritici.”, sottolineando ulteriormente il bisogno di percorsi di formazione che accompagnino operatorɜ del settore in un’adozione critica e consapevole dell’IA generativa.
Competenze, strumenti e modelli per la trasformazione digitale della cultura
Nel terzo tavolo, invece, sul tema “Competenze, strumenti e modelli: lezioni dal PNRR per la trasformazione digitale della cultura”, Sineglossa ha contribuito all’organizzazione e alla moderazione insieme a MateraHub e Fondazione Fitzcarraldo.
Il tavolo ha approfondito come i progetti sviluppati negli ultimi anni, in particolare nell’ambito del PNRR e dei bandi TOCC, abbiano trasformato l’ecosistema della formazione digitale per il settore culturale e creativo, ampliando l’offerta formativa e coinvolgendo, accanto a università ed enti di formazione tradizionali, soggetti non convenzionali, come imprese culturali e organizzazioni nelle quali la formazione non era una missione primaria, o anche altre realtà informali che hanno colto l’opportunità di sperimentare percorsi legati al digitale.
In quest’ottica, un esempio interessante nell’esperienza di Sineglossa è stato quello di Dicolab.Cultura al digitale, dove l’organizzazione è stata coinvolta nella gestione di uno degli Hub territoriali, punti chiave per lo snodo operativo del progetto. Dicolab, infatti, è un percorso di formazione promosso e realizzato da istituzione statali (rispettivamente, il Ministero della Cultura e la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali), il quale opera, tra il 2025 e il 2026, su tutto il territorio nazionale attraverso 10 Hub, avvalendosi della collaborazione di soggetti non convenzionali nella gestione degli stessi.
Nel caso dell’hub Emilia-Romagna e Marche, i soggetti esterni coinvolti sono stati Sineglossa, G-Lab S.r.l. Impresa Sociale, Fondazione Golinelli e BAM! Strategie Culturali, dunque enti non tradizionali di formazione portati di fatto all’interno di un sistema integrato a supporto del pubblico in un settore che richiede l’intervento di realtà più flessibili e vicine ai cambiamenti.
Ciononostante, il tavolo ha rilevato che le condizioni sistemiche necessarie alla “sopravvivenza” e sviluppo dei progetti formativi – quali coordinamento stabile, integrazione tra formazione–ricerca–impresa, uso strategico dei dati, consolidamento delle sperimentazioni e adozione di un approccio competence-based – possono attuarsi più facilmente sul piano regionale ed europeo, mentre il livello nazionale appare come uno spazio ancora da ridefinire.
Nel complesso, la discussione del tavolo ha messo in luce opportunità e criticità dell’intensa fase di sperimentazione a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, evidenziando pro e contro dell’espansione di un ecosistema formativo talvolta frammentato e incapace di resistere alla durata dei progetti stessi. La necessità primaria, quindi, risulta rafforzare le connessioni tra formazione, ricerca e imprese culturali e creative riconoscendo nuovamente nella qualità delle connessioni l’elemento decisivo per il futuro sviluppo del settore.