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A scuola per raccontare la Val di Fiastra

Story Makers foto laboratorio podcast Andrea Genzone, Sarnano, Dicembre 2025

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Cosa trovi in questa news

Di cosa si tratta

Attraverso il progetto StoryMakers, stiamo coinvolgendo 40 studenti della Val di Fiastra (Macerata) nella produzione di un racconto corale del territorio fatto di interviste in formato podcast e video. Il progetto si inserisce nel lavoro di Sineglossa sulla cultura come leva di rigenerazione territoriale, sperimentando pratiche che uniscono creatività, ascolto e produzione culturale dal basso.

Nato con l’obiettivo di attivare uno sguardo nuovo sui luoghi abitati, mettendo al centro le esperienze, le percezioni e le voci delle nuove generazioni, Story Makers è ora giunto alla seconda fase: conclusi i laboratori nelle scuole, i contenuti creati vengono finalizzati per essere presentati alla comunità tramite eventi pubblici nelle scuole e passeggiate nel territorio. 

StoryMakers – Racconti audiovisivi di comunità è un progetto a cura di Sineglossa, in collaborazione con Borgofuturo e l’Istituto scolastico Gentili-Tortoreto di San Ginesio (MC), finanziato dalla Regione Marche – Politiche giovanili e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale con il FNPG 2023.

Dai luoghi alle storie: come si sono svolti i laboratori

Tra novembre e dicembre 2025 gli e le studenti dell’Istituto Gentili-Tortoreto di San Ginesio e Sarnano hanno partecipato al percorso laboratoriale coprogettato da Sineglossa e Borgofuturo. Tommaso Sorichetti, formatore di Sineglossa, ha condotto i laboratori iniziali di walkscape e mappatura emozionale, fondamentali per costruire uno sguardo comune e un vocabolario condiviso tra i e le partecipanti. David Giacomelli, dell’associazione Borgofuturo, ha accompagnato i gruppi nei percorsi di videomaking e, infine, il podcaster Andrea Genzone nella parte di podcasting.

Attraverso il Walkscape, ragazze e ragazzi hanno attraversato i paesi e gli spazi quotidiani lasciandosi guidare dall’istinto, dalle sensazioni e dai ricordi, scegliendo dove fermarsi, cosa osservare, cosa ascoltare. Camminare, in questo contesto, è diventato una pratica educativa: un atto di attenzione e di relazione con lo spazio.

Gli e le studenti hanno così avuto l’opportunità di allenare uno sguardo emozionale sui luoghi e, a partire da questo, realizzare una mappatura emozionale. Per questa attività sono state usate le Carte Luoghi, uno strumento analogico progettato da Sineglossa nella della metodologia Nonturismo for kids (già sperimentata per la creazione di uno degli itinerari della guida Nonturismo di Arcevia)  che ha permesso di associare emozioni, significati e vissuti a spazi concreti del territorio, dando forma a una geografia affettiva condivisa. Ogni gruppo ha lavorato su una parola–chiave (Felicità, Paura, Ricordi, Futuro, Silenzio…) e costruito una definizione condivisa, per poi applicarla ai luoghi del territorio.

Il risultato non è una mappa “corretta”, ma una mappa situata, fatta di memorie personali, racconti familiari, percezioni contrastanti. Uno stesso spazio può essere, per gruppi diversi, un luogo di gioco o di conflitto, di pace o di nostalgia. È proprio in queste differenze che emergono le storie. La prossima attività del progetto sarà la realizzazione e pubblicazione di questa mappa in versione digitale, per renderla accessibile a studenti e abitanti.

Podcast e video: imparare facendo

Conclusa la prima fase di esplorazione e mappatura, il progetto è proseguito con gli incontri dedicati alla raccolta delle storie: interviste, suoni ambientali, immagini, testimonianze sono diventati la base per la scrittura e la produzione dei podcast e dei video, guidati dal videomaker David Giacomelli dell’associazione Borgofuturo e dal podcaster Andrea Genzone. Gli e le studenti non sono stati semplici fruitori, ma autori e autrici. Hanno lavorato in gruppo, preso decisioni narrative, scelto cosa raccontare e come farlo, confrontandosi sul significato di rappresentare il proprio territorio.

Nei laboratori di podcasting e videomaking, studenti e studentesse lavorano in gruppo alla scrittura degli script, alla conduzione delle interviste, alla registrazione e al montaggio

Il focus non è solo tecnico, ma narrativo: capire cosa raccontare e perché, prima ancora di come farlo. Le classi, divise in gruppi, hanno riflettuto su domande come:

  • Perché questo luogo è importante per te?
  • Pensando al passato, secondo te, San Ginesio è migliorato o peggiorato? 
  • E il Belvedere è un posto molto o poco conosciuto? Credi che debba rimanere così o preferisci che sia più popolato?
  • Cosa è cambiato nel tempo?
  • Hai bei ricordi legati a San Ginesio?
  • Chi lo vive davvero?
  • Che suono ha questo posto?
  •  

I fogli di lavoro e le lavagne restituiscono le tracce di questo passaggio: titoli provvisori, parole–chiave, domande ricorrenti. La voce dei nostri luoghi, l’eco dei luoghi, angoli speciali sono alcune delle espressioni che emergono durante il confronto collettivo e che orientano le scelte narrative.

Dopo lezioni frontali dedicate al linguaggio audiovisivo e alla scrittura della struttura narrativa, gli e le studentɜ hanno condotto interviste con abitanti della valle, raccogliendo ricordi, percezioni e visioni sul passato, il presente e il futuro della Val di Fiastra, intervistando le persone nei loro luoghi di vita quotidiana, così da costruire un racconto corale della valle.

Cosa ne pensano gli studenti

Dai questionari e dai feedback emerge che gli e le studenti hanno apprezzato in particolare:

  • il lavoro di gruppo e il confronto tra punti di vista diversi;
  • la possibilità di parlare di luoghi familiari in modo non scontato;
  • l’alternanza tra attività all’aperto e lavoro in aula;
  • l’uso di strumenti creativi per riflettere sul proprio territorio.

Molti studenti raccontano di aver cambiato modo di guardare i luoghi quotidiani e di sentirsi più legittimati a prenderne parola. Riportano che il progetto ha stimolato in loro uno sguardo più attento sul territorio e una maggiore consapevolezza del valore delle storie locali. In diversi casi, viene citata la sorpresa nel riconoscere quante narrazioni possano emergere da luoghi considerati “ordinari”.

Cosa succede ora

Story Makers entra ora nella fase di restituzione: eventi pubblici, momenti di ascolto e passeggiate narrative in cui le storie prodotte torneranno ai luoghi e alle comunità che le hanno generate. Inoltre, podcast e video saranno inseriti in una mappa digitale di comunità, che renderà accessibili alla comunità i materiali prodotti.

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