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Qui è un’installazione audiovisiva site-specific pensata per l’aula didattica Don Giuseppe Dossetti del Centro Visite il Poggiolo, nel Parco Storico di Monte Sole.

Il progetto nasce da una domanda semplice e radicale: “Per te, Monte Sole è?”. Da questa domanda prende forma un’esperienza che accompagna il pubblico alla scoperta della storia degli eccidi di Marzabotto attraverso tre piani temporali: passato, presente e futuro.

L’installazione lavora sulla memoria non come archivio chiuso, ma come materia viva: qualcosa che si conserva, si interroga, si trasmette e continua a trasformarsi attraverso il contributo di chi arriva nel Parco. Il pubblico può porre domande, ascoltare frammenti di testimonianze storiche e lasciare a sua volta un’immagine, un pensiero, una traccia destinata a entrare nell’archivio futuro dell’opera.

L’installazione

Qui mette in relazione tre piani temporali: passato, presente e futuro.

Il passato è il punto di partenza dell’installazione. Il pubblico può esplorare gli archivi di Monte Sole ponendo domande in linguaggio naturale a un chatbot costruito a partire da testimonianze, documenti e pubblicazioni storiche. Il sistema seleziona i passaggi più pertinenti e li restituisce integralmente, senza modificarne il contenuto. In questo modo, la memoria del territorio non viene raccontata da una nuova narrazione, ma emerge direttamente dalle voci di chi l’ha vissuta e dalle fonti che la custodiscono.

Il presente è una domanda aperta sul significato della memoria e sul modo in cui una comunità continua a confrontarsi con il proprio passato. Nel testo scritto e narrato da Wu Ming 2, ricordare non è presentato come un gesto pacificato, ma come una responsabilità collettiva: le comunità ferite non possono scegliere l’amnesia senza rischiare censure, rimozioni e ritorni del rimosso. 

Il futuro si costruisce attraverso le tracce lasciate da chi visita il Parco. Al termine dell’esperienza, il pubblico è invitato a rispondere alla domanda “Per te Monte Sole è?”. Le testimonianze raccolte vengono elaborate da un sistema di intelligenza artificiale generativa che produce una cartolina digitale nello stile dei collage di Mangrovia, la rivista di Sineglossa che racconta le relazioni tra cultura, tecnologia e società. La cartolina viene inviata via email come ricordo dell’esperienza, mentre ogni nuova generazione contribuisce ad arricchire un archivio visivo in continua evoluzione, alimentato dagli immaginari di chi visita il Parco.

L’interfaccia

L’interfaccia è pensata come una finestra su un archivio digitale vivo. Attraverso l’interazione con mouse, tastiera e monitor, il pubblico può consultare documenti, esplorare percorsi tematici e generare nuovi collage ispirati alla propria interpretazione di Monte Sole. La componente visiva dell’installazione utilizza strumenti grafici avanzati e tecnologie di intelligenza artificiale per aprire una dimensione digitale interattiva dentro lo spazio fisico dell’aula. 

La scenografia

L’allestimento scenografico ricrea un ambiente domestico: uno spazio familiare, apparentemente accogliente, in cui però mobili e superfici sembrano tagliati, interrotti, sprofondati nelle pareti e nel pavimento. La scenografia traduce nella materia ciò che nella memoria si perde, si sedimenta e riaffiora. In sala, scenografia, luci, videoproiezioni e video mapping si uniscono in un’unica esperienza immersiva, in cui la tecnologia agisce come parte dell’ambiente.

Il chatbot sugli archivi di Monte Sole

L’installazione integra un chatbot che permette di interrogare in linguaggio naturale gli archivi di Monte Sole. Attraverso una semplice domanda, il pubblico può esplorare la memoria del territorio dialogando con un corpus documentale composto da testimonianze, archivi e pubblicazioni storiche. Le risposte non sono generate liberamente dall’intelligenza artificiale: il sistema seleziona esclusivamente i passaggi più pertinenti rispetto alla domanda e li restituisce integralmente, senza modificarne il contenuto. L’IA diventa così uno strumento di accesso e consultazione dell’archivio, non una voce autonoma che interpreta o riscrive la storia.

La base di conoscenza del chatbot è stata costruita a partire da materiali provenienti dall’Archivio del Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto, dal portale eccidiomarzabotto.com, dalla Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole, dalla Piccola Famiglia dell’Annunziata e da pubblicazioni dedicate alla memoria degli eccidi. Ogni testimonianza è stata segmentata in unità narrative coerenti attraverso strumenti di intelligenza artificiale e successivamente revisionata e validata da curatori umani, dando origine a un archivio strutturato e semanticamente organizzato.

Per interrogare questa base di conoscenza è stato sviluppato un sistema basato su Large Language Models, progettato affinché il modello svolga un unico compito: individuare le citazioni più pertinenti rispetto alla domanda del visitatore. La progettazione ha privilegiato la fedeltà alle fonti rispetto alla generazione di nuovi contenuti. Per questo sono state adottate specifiche strategie di prompt engineering, che limitano il comportamento del modello alla sola selezione dei documenti, riducendo il rischio di allucinazioni.

L’attenzione alla governance dei dati ha guidato anche le altre componenti dell’installazione. Per il chatbot sono stati utilizzati esclusivamente materiali documentali già pubblici e verificati, mentre la componente generativa visiva opera attraverso modelli eseguiti in locale, senza ricorrere ad API esterne: i contenuti prodotti durante l’interazione non vengono caricati online e restano archiviati su un computer dedicato, garantendo il controllo dei dati e la tutela del patrimonio documentale.

Credits

Qui è un progetto promosso da Ozono Factory APS e prodotto da Sineglossa. L’installazione è stata realizzata con i visual di Cera Persa Visualdesign, il testo e la voce narrante di Wu Ming 2, la consulenza informatica di Daniele Solombrino, la scenografia di Michele Casale e la consulenza scientifica, insieme alla voce narrante, di Elena Monicelli del Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto. Il progetto è stato realizzato con il contributo di Fondazione Carisbo e del Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto, in collaborazione con il Comune di Marzabotto, l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale, la Fondazione Scuola di Pace, l’Associazione Vittime familiari Eccidio Marzabotto, ANPI Marzabotto, la Piccola Famiglia dell’Annunziata, l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e Re_Esistente Società Cooperativa.

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