“Sineglossa nasce con l’idea di non accomodarsi mai nei posti comodi.”
È con questa frase che si apre il Bilancio Sociale 2025, il terzo nella storia della nostra organizzazione: un documento che ogni anno proviamo a costruire come un identikit di Sineglossa, del nostro approccio trasversale e delle geografie, fisiche e disciplinari, che attraversiamo.
Cos'è un Bilancio Sociale
Il Bilancio Sociale è un documento comune a tutti gli Enti del Terzo Settore, pensato per rendere trasparente il lavoro svolto e comprensibile il suo valore anche a chi non ha familiarità con gli strumenti della valutazione d’impatto. Affianca il bilancio economico e racconta non soltanto quante risorse sono state impiegate, ma prova a rispondere a domande più ampie: quali persone e territori sono stati coinvolti? Quali cambiamenti hanno generato i progetti? In che modo le attività realizzate sono coerenti con la missione dell’organizzazione? Quali obiettivi restano ancora da raggiungere?
Per costruirlo abbiamo raccolto dati quantitativi e qualitativi relativi ai progetti realizzati in Italia e in Europa, osservandone sia i risultati concreti — attività, strumenti ed eventi prodotti — sia gli impatti sulle persone e sulle organizzazioni coinvolte.
Perché lo pubblichiamo
Per noi non è soltanto un adempimento normativo. È un’occasione per osservare il nostro lavoro con maggiore consapevolezza, condividere con chi ci segue- partner, finanziatori, comunità – i risultati raggiunti e le direzioni che stanno orientando il nostro percorso.
Quest'anno racconta una trasformazione
Nel 2025 Sineglossa ha superato, per la prima volta, la soglia di 1 milione di € di ricavi, rendite, proventi ed entrate: la soglia che, secondo il Codice del Terzo Settore, rende obbligatoria la redazione del Bilancio Sociale. È il dato che racconta meglio il salto compiuto durante l’anno e che pochi mesi dopo, a maggio 2026, ha trovato una nuova forma anche sul piano giuridico, con la trasformazione di Sineglossa in Impresa Sociale.
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In coerenza con questo nuovo assetto, per la prima volta il Bilancio Sociale è stato sottoposto alla valutazione dell’Organo di controllo dell’ente, che ha verificato il rispetto delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale dichiarate nello statuto e la conformità del documento alle Linee guida del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: una garanzia di trasparenza in più, per chi ci sostiene, ci finanzia e collabora con noi.
La struttura principale del documento rimane quella degli anni precedenti: organizziamo il racconto attorno alle quattro aree tematiche (Educazione e formazione, Rigenerazione dei luoghi, Arte e tecnologia, Ecosistemi) evidenziando il contributo che portiamo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Come nell’edizione 2024, diamo spazio anche ai risultati generati dai nostri partner nei rispettivi Paesi, perché il valore di un progetto europeo nasce dal lavoro condiviso tra tutte le organizzazioni che lo rendono possibile.
Nell’area Educazione e formazione, i percorsi di consulenza e formazione sull’intelligenza artificiale rivolti a istituzioni culturali, musei, archivi, biblioteche, artistɜ e professionistɜ del settore – che nel 2024 raccontavamo come un nuovo filone di attività – aprono il capitolo: oggi sono il fulcro del nostro lavoro in quest’area, prima dei percorsi dedicati alle life skills e all’educazione STEAM. L’intelligenza artificiale non è più soltanto un ambito di sperimentazione artistica: nel 2025 abbiamo sviluppato un prototipo di chatbot conversazionale (Eugenie) per la valorizzazione del patrimonio culturale, abbiamo curato la caratterizzazione di un chatbot e tenuto un workshop dedicato al design partecipato di un chatbot.
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In Arte e tecnologia abbiamo dedicato uno spazio centrale a The Next Real, la rassegna che dal 2024 al 2025 ha portato a Bologna mostre, installazioni, conferenze e laboratori dedicati al rapporto tra intelligenza artificiale, immaginari e società.
Tra le novità di questa edizione, abbiamo introdotto una sezione dedicata all’impegno di Sineglossa per la transizione ecologica. Nel 2025 abbiamo partecipato a Green Culture, un programma nazionale promosso dal Circolo del Design in collaborazione con Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta e la Fondazione Sant’Agata per l’Economia della Cultura, volto a favorire la transizione ecologica del settore culturale e creativo. Il percorso ci ha permesso di ottenere una fotografia oggettiva della maturità ecologica dell’ente (61,7%, secondo il modello di valutazione 4C promosso da Fondazione Sant’Agata) e di costruire un piano operativo triennale, con 5 macro-azioni, per passare da una sostenibilità agita in modo implicito a una sostenibilità esplicita, misurabile e trasferibile.
Nel loro insieme, questi cambiamenti raccontano il passaggio da organizzazione dedicata alla ricerca e alla produzione artistica a centro capace di trasformare ciò che apprende in strumenti, servizi e percorsi di accompagnamento. La ricerca rimane il punto di partenza, ma assume sempre più forme diverse: una pubblicazione, un’opera artistica, un toolkit, un percorso di accompagnamento, un laboratorio per un team, un chatbot progettato insieme a un museo o un processo partecipativo costruito con una comunità. Nel 2025 questa evoluzione è stata particolarmente evidente nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Abbiamo lavorato con artistɜ e computer scientist, ma anche con musei, archivi, università, enti del Terzo Settore e organizzazioni culturali che avevano bisogno di orientarsi nella trasformazione tecnologica, comprenderne i rischi e individuare applicazioni coerenti con la propria identità. Allo stesso tempo, abbiamo continuato a sviluppare progetti dedicati alle competenze trasversali, alla rigenerazione dei luoghi, alla partecipazione culturale e alla produzione artistica. Ambiti che non procedono separatamente, ma si influenzano a vicenda: la tecnologia apre domande educative e politiche; la rigenerazione richiede strumenti di ascolto e facilitazione; l’arte rende visibili implicazioni che i soli dati non riescono a raccontare.
Il 2025 in numeri
che hanno partecipato a eventi, laboratori e percorsi formativi, visitato opere e mostre o preso parte alle attività sviluppate insieme aɜ nostrɜ partner. Erano oltre 25.000 nel 2024 e 3.600 nel 2023.
parte di un ecosistema di 213 partner ed enti coinvolti
metodologie e risorse sviluppate per rendere conoscenze e pratiche formative accessibili e replicabili
di formazione e facilitazione realizzati in Italia e in Europa. Erano 50 nel 2023.
tra mostre, incontri, talk, passeggiate e performance. Erano 44 nel 2024.
da Sineglossa e partner, nelle attività realizzate in Italia e in Europa
pubblici e privati su progetto incassati nel 2025. Erano 316.000 € nel 2023.
da attività commerciale generati attraverso commissioni, consulenze, attività formative, produzioni e servizi coerenti con le finalità di interesse generale di Sineglossa.
Che cosa raccontano questi numeri
Raccontano il passaggio da un’organizzazione culturale a un centro di ricerca e produzione culturale capace di trasformare ciò che apprende attraverso la sperimentazione in strumenti, metodologie, consulenze e percorsi formativi. La ricerca rimane il punto di partenza, ma sempre più forme diverse: una pubblicazione, un’opera artistica, un toolkit, un percorso di accompagnamento, un laboratorio per un team, un chatbot progettato insieme a un museo o un processo partecipativo costruito con una comunità.
Nel 2025 questa evoluzione è stata particolarmente evidente nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Abbiamo lavorato con artistɜ e computer scientist, ma anche con musei, archivi, università, enti del Terzo Settore e organizzazioni culturali che avevano bisogno di orientarsi nella trasformazione tecnologica, comprenderne i rischi e individuare applicazioni coerenti con la propria identità. Allo stesso tempo, abbiamo continuato a sviluppare progetti dedicati alle competenze trasversali, alla rigenerazione dei luoghi, alla partecipazione culturale e alla produzione artistica. Ambiti che non procedono separatamente, ma si influenzano a vicenda: la tecnologia apre domande educative e politiche; la rigenerazione richiede strumenti di ascolto e facilitazione; l’arte rende visibili implicazioni che i soli dati non riescono a raccontare.
Anche la crescita dei ricavi derivanti da attività commerciali va letta in questa prospettiva. Non indica un allontanamento dalla missione sociale, ma una maggiore capacità di trasferire competenze e metodologie attraverso incarichi, consulenze e percorsi formativi. È uno dei modi attraverso cui la ricerca diventa applicabile e può sostenere nel tempo nuove sperimentazioni.
Uno sguardo al futuro
Come ogni anno, il Bilancio Sociale si chiude con la sezione “primizie”: anticipiamo le attività principali che caratterizzano il 2026. Quest’anno, la parola chiave che attraversa i nostri progetti è bussola: uno strumento di riflessione, una guida per orientarsi nella complessità, senza negare lo spazio per le contraddizioni, i rilanci e le scoperte inattese.
Questo lavoro prende forma in tre pubblicazioni, una per ciascuna delle nostre aree di lavoro:
- Educazione e formazione: la metodologia del progetto Stories of the Sea (in arrivo entro la fine dell’anno) per aiutare facilitatorɜ ed educatorɜ a orientarsi nell’esplorazione creativa dei territori insieme a studentɜ e comunità locali.
- Rigenerazione dei luoghi: la guida Bakota: a portal to Ukraine (in uscita a settembre), il primo progetto nonturistico internazionale, per aiutare la comunità di Bakota e i e le viaggiatorɜ a orientarsi tra le storie passate, presenti e future di una geografia cambiata dal conflitto.
- Arte e tecnologia: il report AI Compass, per aiutare il settore GLAM (gallerie, biblioteche, archivi, musei) a orientarsi nella relazione con l’intelligenza artificiale per la valorizzazione del patrimonio culturale, tra resistenze, opportunità e raccomandazioni imparate da casi studio.
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